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Passeggiata a Grado - Oasi naturale di valle Cavanata

Il programma delle escursioni degli Amici della Montagna prevede per oggi una passeggiata in un'oasi naturalistica a Grado, in Valle Cavanata.

Si parte puntualmente alle ore 7.00 da Plaza de Majo, siamo in 15 amici, si organizzano le macchine e via, verso Grado, io viaggio in compagnia di Gianpietro e Luciano che mi raccontano delle loro uscite durante la settimana, un sogno per me, visto che non sono in pensione!

Facciamo la prima tappa ad Aquileia, è presto e prima di raggiungere Grado si può fare una visita alla storica Basilica di Aquileia che rappresenta un piccolo gioiello artistico visitato da migliaia di turisti, per la bellezza dei suoi mosaici. Attendiamo qualche minuto per contattare una guida che in breve tempo ci accompagni in una visita alla basilica.

La guida in pochi istanti ci coinvolge in un viaggio al tempo dei romani, che fondano questa cittadina in un punto strategico dell'impero per gli scambi commerciali, ci descrive la storia e la vita degli abitanti di Aquileia, le vicende dei primi cristiani e la storia travagliata di questa piccola località molto importante dove era presente anche un porto fluviale che metteva Aquileia in contatto con il mondo esterno.

La storia della basilica è molto interessante, è stata per molto tempo sede del patriarcato da quando San Marco cominciò a predicare il cristianesimo. All'interno della basilica i mosaici e i dipinti delle cripte raccontano la storia dei primi cristiani e dei martiri Ermagora e Fortunato.

All'uscita della visita alla basilica la guida ci indica il campanile salendo sul quale si può ammirare tutto il panorama a 360 gradi.

Decidiamo di partire per la destinazione programmata e dopo qualche chilometro arriviamo al centro visitatori della Valle Cavanata. Il cielo è piuttosto grigio, non piove ma si sente la mancanza del sole che intiepidisce l'aria primaverile e quindi velocemente siamo in partenza per la passeggiata che prevede di raggiungere Punta Sdobba e Case Sdobba, dove c'è un punto di osservazione sulla foce dell'Isonzo. La passeggiata si snoda su un tratto di strada asfaltata e una pista ciclabile che costeggia la laguna di Grado per circa 7 chilometri. Verso mezzogiorno arriviamo a punta Sdobba dove si trova un ristorante in disuso ma che stuzzica la fame che già si faceva sentire.

Stabiliamo di raggiungere prima il punto di osservazione sull'Isonzo per poi fermarci al ritorno per fare il “pic-nic”. Poche centinaia di metri dopo il ristorante in disuso raggiungiamo un borgo di piccole case, molto probabilmente utilizzate nel periodo estivo dai pescatori, infatti c'è anche un piccolo porto dove sono ormeggiate alcune barche da pesca. Raggiungiamo la foce dell'Isonzo e dal punto di osservazione abbiamo una visione piena del Golfo di Trieste, anche se la giornata piuttosto grigia non permette di godere al massimo di questa splendida veduta. L'acqua dell'Isonzo è di un colore verde-azzurro molto particolare, al primo sguardo mi fa pensare alle acque dei mari tropicali, ma qui siamo in Italia e questa tonalità molto particolare è dovuta al riflesso del colore del cielo nell'acqua.

Tutto intorno si vedono canneti cresciuti nei terreni bonificati, facciamo ritorno al punto dove avevamo deciso di fare la sosta per il ristoro e finalmente ci rifocilliamo e ci riposiamo per un po'. In fianco al ristorante dismesso c'è una passerella che attraversando parzialmente il canneto ci permette una breve passeggiata in questo ambiente lagunare molto caratteristico, sull'argine opposto del Livenza alcuni cavalli bianchi pascolano tranquillamente.

Risolviamo di riprendere il cammino del ritorno, il tempo non consente divagazioni, l'aria piuttosto umida ci fa guardare spesso in alto sperando in uno sprazzo di sole. Intrapreso il viaggio del ritorno anche il sole fa capolino per un po' tra le nuvole grigie, ma poi si nasconde definitivamente.

Allunghiamo il passo temendo la pioggia e alle 16.00 circa raggiungiamo il punto di partenza. Un gruppo di “Amici della montagna” decidono di fare tappa nuovamente ad Aquileia per salire sul campanile ed ammirare il panorama, io purtroppo sono stanchissima e Gianpietro e Luciano con i quali ho fatto il viaggio di andata e ritorno sono d'accordo di tornare a Salzano dopo una sosta per un caffè. La strada del ritorno corre attraverso i vigneti di Tocai ora rinominato “Tai”.

Anche questa passeggiata è giunta al termine, sono contenta di avere avuto l'occasione di vedere una località (Grado) visitata in altre occasioni e in altri scenari, quello che mi è rimasto più impresso è stato il “villaggio” di “Case Sdobba”, così particolare e “staccato” dalla frenesia della vita moderna.

GRAZIE A TUTTI GLI AMICI DELLA MONTAGNA

Ida