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Passeggiata a Malga Coltrondo, Malga Nemes, partendo dal passo Monte Croce Comelico

Questa passeggiata è stata programmata dagli “Amici della montagna”, poi giovedì sera si voleva rinviare perché le previsioni del tempo non erano troppo favorevoli. Per fortuna venerdì mattina è arrivato il contrordine, sabato si andrà a Malga Nemes, partenza alle 6.30 da Piazza Mar del Plata – Salzano. La partenza avviene in orario, si prende l'autostrada a Spinea, Francesco guida tranquillamente, è un ottimo autista con un'ottima macchina, c'è anche Gianpaolo con noi, la nostra guida che conosce i percorsi, i nomi delle montagne, delle piante, dei fiori e ci spiega sempre molte cose. Ad un certo punto, poco dopo Longarone, ci chiama Roberto, purtroppo è ancora indietro, ha avuto un contrattempo, all'entrata dell'autostrada a Spinea ha preso la direzione per Milano anziché per Trieste e così a Padova ha dovuto invertire la marcia. Ci siamo ricompattati al Bar Bianco di .......... (non ricordo il nome) e dopo un'ottima colazione abbiamo ripreso il viaggio verso Passo Monte Croce Comelico, arrivando a destinazione alle 9.40.
Abbiamo infilato gli scarponi i guanti e i berretti molto velocemente, l'aria era “frescolina” la temperatura -4° circa, così meglio mettersi subito in marcia.

Il percorso era completamente battuto, molto agevole passeggiare anche senza ciaspole né ramponi, i bastoncini (racchette) invece sono sempre molto utili. D'obbligo sono le tappe per le foto e per gustare il panorama, NEVE, NEVE, NEVE e montagne, una meraviglia che riempie gli occhi e il cuore.
La prima tappa per rifocillarsi è a Malga Coltrondo, a 1.880 metri, prima di tutto una bella bevanda calda dal thermos, poi un frutto, un vafer, indispensabili le foto e poi si riparte.

Il paesaggio che ci circonda è incantevole, la neve è circa un metro, copre tutto uniformemente, il sole ci accompagna e dopo qualche breve salita ed una passeggiata di circa 3 ore dalla partenza raggiungiamo Malga Nemes.

La malga è molto affollata ma decidiamo comunque di prendere un pasto caldo. C'è un po' di parapiglia per sistemarci ai tavoli ma alla fine conquistiamo i 12 posti a sedere che servono per tutti, e ad ordinare ognuno ciò che più gradisce, io ed Emanuela prendiamo la zuppa d'orzo che si è rivelata un'ottima scelta, ma anche la pasta col ragù di selvaggina richiesta dalla maggior parte degli amici aveva un bell'aspetto ed un ottimo gusto a detta di chi l'ha assaporata.

Alla fine del pranzo veloce il gestore del rifugio ci ha intrattenuto con alcuni brani suonati con la fisarmonica, raccogliendo gli applausi degli ospiti del rifugio.

Ci avviamo poi per il ritorno, il sole è un po' velato e la temperatura sta cambiando. Vicino all'arrivo al parcheggio dove abbiamo le macchine c'è una chiesetta molto carina con uno strato di neve sopra il tetto di circa un metro.

Riprendiamo la strada di casa programmando una tappa per prendere ossetti e salsicce, ma la macelleria apre troppo tardi. Il ritorno è tranquillo, la stanchezza si fa un po' sentire, ma negli occhi e nei pensieri ci sono ancora le montagne innevate, il cielo azzurrissimo, il sole splendente e la soddisfazione di non avere rinviato un'uscita così bella.

GRAZIE A TUTTI GLI AMICI DELLA MONTAGNA

Ida